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michela.bottazzi
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« Risposta #1 il: Luglio 10, 2009, 02:59:32 pm » |
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E' tipico delle persone che hanno ancora delle buone risorse cognitive di accusare gli altri di cose apparentemente non vere. Quasi tutte evidenziano le proprie mancanze intellettive proprio, accusando gli altri di furto. Di solito si tratta di persone particolarmente colleriche, che lottano contro l'oblio dei nomi, delle persone, degli oggetti, ma non ammetteranno mai che qualcosa di importante sta cambiando in loro. Ne sono spaventate, e non hanno più alcuna stima di sè. Le loro perdite sono reali: hanno mancanze fisiche e anche la memoria li sta abbandonando. Queste persone traducono la loro rabbia in accuse di furto e le reazioni diventano catastrofiche quando tentiamo di convincerle del contrario. Che fare?? Noi proponiamo di usare una legittimazione dei sentimenti e delle emozioni che determinano quel comportamento. Legittimare significa "prendere ciò che una persona dice come se fosse vero" Invece di contrastare ciò che dice, proviamo a chiedere : le hanno rubato tutto tutto? Rubano sempre sempre? "..fare questo è come porsi in posizione di ascolto, e serve ad abbassare la tensione. Alla persona che la assiste si deve chiedere un atteggiamento di grande rispetto, di non trattarla né come una bambina, né come una pazza. Non si deve cercare di cambiare il suo atteggiamento facendola ragionare. Non può ragionare perché ne manca il presupposto ( la demenza è per definizione un deficit cognitivo, e le conseguenze psicologiche lo peggiorano), ed è molto utile, invece, formulare domande su quanto afferma, come da esempio sopra riportato.
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