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Autore Topic: quale atteggiamento tenere in caso di aggressività ?  (Letto 704 volte)
lorena
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« il: Luglio 08, 2009, 11:03:55 am »

Salve, sono un'infermiera,mi capita di dover effettuare delle prestazioni su pazienti affetti da demenza,quando sono poco collaboranti ed aggressivi,mi consigliate un atteggiamento materno e accondiscendente,oppure fermo e autorevole  grazie e...complimenti per il forum
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michela.bottazzi
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« Risposta #1 il: Luglio 10, 2009, 02:58:48 pm »

Né l'uno, né l'altra. Gli anziani, ancorché affetti da demenza, non sono né bambini da accudire, né fanciulli da sgridare. L'atteggiamento giusto è quello del rispetto, e della legittimazione. Legittimare significa prima di tutto essere capaci di accettare e riconoscere. Perché una persona è aggressiva? Di solito perché, a torto o a ragione, si sente minacciata.
Innanzitutto bisogna prevenire l'aggressività . Come ? per esempio molti anziani disorientati nel tempo non capiscono perché estranei  effettuino su di  loro le cure igieniche, ed è inutile cercare di spiegarlo, come  fanno tanti professionisti della sanità , dimenticando che la demenza è proprio un deficit cognitivo. Molto meglio ascoltare ciò che dicono senza contrastarli, riconoscendo la loro fatica di subire cose che non capiscono. Mantenere un atteggiamento rispettoso, significa farlo anche sul piano formale. Bisogna  trattarli come se fossero persone speciali, usando la forma di cortesia con il "Lei", se non ci hanno chiesto esplicitamente il tu, e mantenendo una comunicazione gestuale corrispondente. Dire" buongiorno, sono venuta per aiutarla nella medicazione. ".. oppure  " cercherò di non farle male, ma se accadesse me lo dica subito che mi fermo!. Mi scusi, le scopro la gamba ecc. ecc. in genere evita l'aggressività . Se una persona diventa aggressiva la cosa migliore è mantenere la giusta distanza fisica, e nel contempo rispecchiare  il loro l tono di voce, scusandosi. Ad esempio posso alzare la voce  come loro, dicendo: mi dispiace di averla fatta arrabbiare, me ne  scuso moltissimo.    .
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pippi64
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« Risposta #2 il: Luglio 28, 2009, 04:29:16 pm »

Leggendo la tua risposta, Michela, mi sono detta "tutto chiaro, ecco la giusta chiave di approccio", però c'è un problema: la paura. Non è facile sottrarsi a questo stato d'animo quando una persona cara, che si è abituati a ricordare controllata, perde le staffe per motivi incomprensibili. In preda alla paura io non riesco ad adottare un atteggiamento studiato, penso solo a come far durare la situazione il meno possibile!   Pianto
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Valeria.Ribani
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« Risposta #3 il: Agosto 03, 2009, 11:02:09 am »

Paura di che? Paura del tuo stato d'animo? Paura della malattia? Paura della sua aggressività ?............
Pensa alla sua paura: forse capisce che qualcosa di importante sta cambiando nella sua testa, ne ha timore e non riesce a controllare le emozioni.
Difficile è accettare le malattie della testa degli altri. Tu prova a sentire il suo disorientamento. Ti è mai capitato di disorientarti nello spazio? O di svegliarti senza sapere dove sei o che ora è? Qualcosa di simile accade alle persone affette da demenza. Se ti metti nei suoi panni, forse capisci di più le sue reazioni. Cerca di fornire una risposta che non sia "stai tranquillo" o "te l'ho già  detto", ma che parli di più al suo cuore, perchè la sua mente è certamente meno ricettiva.
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